Quale ruolo possono avere i giovani nella definizione delle politiche europee che riguardano il loro futuro?
Nel 2026 la Commissione europea ha rafforzato gli strumenti attraverso cui le nuove generazioni possono contribuire al processo di elaborazione delle politiche dell’Unione. Tra le iniziative più recenti vi è il President’s Youth Advisory Board, istituito per portare direttamente alla Presidente della Commissione europea le prospettive dei giovani sulle questioni che li riguardano.
Il Board riunisce rappresentanti giovanili provenienti dai diversi Paesi europei e affronta temi che spaziano dalle competenze e dall’occupazione al clima, dalla casa alla partecipazione democratica.
Dalla consultazione alla partecipazione
La Commissione ha inoltre introdotto uno “youth check”, uno strumento pensato per valutare l’impatto delle politiche europee sui giovani già nella fase di elaborazione delle iniziative.
Parallelamente, è in corso il lavoro per definire la futura EU Youth Strategy post-2027, con il coinvolgimento di organizzazioni giovanili, autorità pubbliche e singoli cittadini. Il processo comprende anche la revisione degli European Youth Goals.
Si tratta di un’evoluzione importante nel modo di concepire le politiche giovanili: non soltanto interventi rivolti ai giovani, ma anche processi nei quali i giovani possono contribuire alla definizione delle priorità.
Un tema vicino a GREEN ACT 4U
Questo approccio è particolarmente vicino alla metodologia di GREEN ACT 4U.
Il progetto non si limita infatti a proporre attività formative per i giovani, ma prevede il loro coinvolgimento nella costruzione di contenuti e metodologie. Focus group, attività partecipative e sviluppo di contenuti youth-driven permettono di raccogliere esperienze, interessi e bisogni direttamente dai destinatari del progetto.
La partecipazione diventa così parte del processo di apprendimento.
Per i giovani NEET questo può essere particolarmente significativo: essere coinvolti nella definizione dei percorsi significa poter esprimere non soltanto quali competenze desiderano sviluppare, ma anche quali ostacoli, interessi e aspettative incontrano nel rapporto con la formazione e il mondo del lavoro.
Dalla voce dei giovani alla costruzione delle competenze
Il percorso europeo e quello di GREEN ACT 4U condividono quindi una prospettiva: per progettare politiche e percorsi efficaci per i giovani è importante ascoltare direttamente la loro esperienza.
Nel caso di GREEN ACT 4U, questo principio si traduce nella co-creazione di attività dedicate alle competenze verdi e imprenditoriali.
Per SEA Tuscia, il progetto rappresenta così anche un’occasione per sperimentare un approccio nel quale educazione ambientale, sviluppo delle competenze e partecipazione giovanile si incontrano.
