Il metaverso e i virtual worlds non riguardano soltanto il gaming, l’intrattenimento o le esperienze rivolte ai consumatori. Anche la Pubblica Amministrazione sta iniziando a esplorare le possibilità offerte da realtà virtuale, ambienti immersivi, intelligenza artificiale e digital twins.
Un esempio concreto arriva dall’Europa con UPRAISE – Virtual Worlds Innovation Masters: Shaping Future Digital Skills Europe, progetto finanziato dal programma Digital Europe e coordinato dall’Università di Bologna. Il progetto punta a sviluppare competenze avanzate e interdisciplinari sui Virtual Worlds e sulle loro applicazioni nei diversi settori economici e sociali.
Un percorso formativo dedicato alla Pubblica Amministrazione
Nel settembre 2026, l’Università di Napoli Federico II ha aperto una call nell’ambito di UPRAISE per un percorso formativo specificamente dedicato alle applicazioni delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione.
Il modulo, intitolato “Digital Transformation, Artificial Intelligence and Virtual Worlds for Public Administration”, prevede 24 ore di formazione online e si inserisce nei percorsi di Master in Public Managerial Practice e Digital Transformation of Public Administration.
Il programma affronta diversi aspetti della trasformazione digitale del settore pubblico:
- intelligenza artificiale e servizi pubblici basati sui dati;
- virtual worlds e tecnologie immersive;
- digital twins;
- implicazioni organizzative e manageriali delle tecnologie emergenti;
- innovazione nei servizi pubblici.
L’obiettivo non è quindi soltanto imparare a utilizzare una nuova tecnologia, ma comprendere come queste tecnologie possano modificare organizzazione, servizi e modalità di interazione tra istituzioni e cittadini.
Dal metaverso ai servizi pubblici
Questo approccio riflette un’evoluzione importante nel modo di guardare ai virtual worlds.
Un ambiente virtuale può essere utilizzato per simulare uno scenario urbano, visualizzare un progetto, formare il personale, supportare processi partecipativi o sperimentare un servizio prima della sua applicazione nel mondo reale.
L’integrazione con i digital twins può inoltre permettere di rappresentare digitalmente infrastrutture, edifici o sistemi urbani, creando ambienti nei quali analizzare scenari e possibili interventi.
Non si tratta quindi necessariamente di “spostare” la Pubblica Amministrazione nel metaverso. Piuttosto, si tratta di capire quali funzioni pubbliche possano essere migliorate attraverso ambienti digitali immersivi e interoperabili.
Una questione di competenze
La formazione diventa centrale perché l’introduzione di queste tecnologie comporta questioni che non sono esclusivamente tecniche.
Chi lavora nella Pubblica Amministrazione deve poter comprendere anche gli aspetti organizzativi, la gestione dei dati, la privacy, l’accessibilità, la governance, l’interoperabilità e le implicazioni sociali delle nuove tecnologie.
È una prospettiva coerente anche con il lavoro dell’International Telecommunication Union (ITU) sui virtual worlds e sul Citiverse, che mette in relazione ambienti virtuali, intelligenza artificiale e trasformazione delle città e dei servizi pubblici. Nel 2026 l’ITU ha organizzato incontri e forum dedicati proprio alle applicazioni dei virtual worlds alla governance, alle città e all’innovazione urbana.
Cosa significa per le nuove generazioni?
Il tema riguarda anche i giovani.
Se i virtual worlds entreranno progressivamente in ambiti come formazione, lavoro, servizi pubblici e partecipazione civica, le competenze necessarie non saranno limitate alla capacità di utilizzare una piattaforma.
Saranno necessarie digital literacy, critical thinking, consapevolezza dei dati, capacità di comprendere gli ambienti immersivi e conoscenza dei loro effetti sociali.
È proprio questa prospettiva a collegare la formazione della Pubblica Amministrazione agli obiettivi di META YOUTH: comprendere oggi le tecnologie e le competenze che contribuiranno a definire il rapporto tra cittadini, istituzioni e ambienti digitali del futuro.
I virtual worlds, quindi, non rappresentano soltanto una nuova frontiera tecnologica. Possono diventare anche un tema di innovazione istituzionale, formazione e cittadinanza digitale.
